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IEC 62443 spiegata semplice: lo standard per la sicurezza degli impianti

A cura del team tecnico Datalit · Lettura: 6 minuti

La IEC 62443 è la famiglia di standard internazionali dedicata alla sicurezza informatica dei sistemi di automazione e controllo industriale (IACS): PLC, DCS, SCADA, HMI e le reti che li collegano. È il riferimento più usato da produttori, integratori e gestori di impianti, e un buon punto di partenza anche per rispondere agli obblighi NIS2 sulla parte OT.

Perché serve uno standard dedicato

In un ufficio la priorità è proteggere i dati. In un impianto viene prima la disponibilità e la sicurezza delle persone e dei processi: un sistema non si può riavviare quando si vuole, un aggiornamento va provato, un antivirus aggressivo può rallentare un controllo in tempo reale. La IEC 62443 tiene conto di questi vincoli.

Chi fa cosa: tre ruoli

I concetti chiave

Zone

Gruppi di dispositivi con esigenze di sicurezza simili: per esempio la zona di controllo di una linea, la zona di supervisione, la zona uffici. All'interno di una zona i dispositivi si "fidano" tra loro.

Condotti

I canali di comunicazione tra le zone. Ogni condotto è controllato, in genere con un firewall, e lascia passare solo il traffico necessario. Un ransomware che entra negli uffici trova così la strada sbarrata verso il controllo.

Livelli di sicurezza (SL)

Ogni zona riceve un livello di sicurezza obiettivo, da SL 1 (protezione da errori e violazioni casuali) a SL 4 (protezione da attacchi sofisticati con molte risorse). Il livello si sceglie in base al rischio: non tutto l'impianto deve essere al massimo.

Requisiti di base

Lo standard organizza i requisiti in sette aree: identificazione e autenticazione, controllo d'uso, integrità del sistema, riservatezza dei dati, flussi di dati limitati, risposta tempestiva agli eventi, disponibilità delle risorse.

Le parti più usate

Come si applica in pratica

  1. Inventario di dispositivi e comunicazioni, meglio con un monitoraggio passivo che non disturba l'impianto.
  2. Analisi del rischio e definizione di zone e condotti.
  3. Livello SL obiettivo per ogni zona.
  4. Interventi: segmentazione, firewall, accessi remoti controllati, hardening, backup delle configurazioni.
  5. Mantenimento: monitoraggio continuo, gestione delle vulnerabilità e revisioni periodiche.

Non serve fare tutto subito

La maggior parte degli impianti ottiene il beneficio più grande da tre interventi: separare uffici e controllo, chiudere gli accessi remoti non gestiti, sapere cosa c'è in rete. Il resto si costruisce per gradi.

Datalit applica questi principi nei progetti di segmentazione e cyber remediation in centrali elettriche, raffinerie e opere idrauliche. Contattaci per valutare la tua rete d'impianto.

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